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Good news in bad times: La storia di Totò

Dal principe della risata, al principe dei rifugi, in un periodo storico in cui gli animali non avevano la stessa considerazione di oggi

paolo-molinariPaolo Molinari4 agosto 20268 min di lettura

La narrazione di un Paese è affidata spesso alle sue cosiddette icone: quelle persone che in qualche modo hanno cambiato il modo di pensare e comunicare, lasciando un marchio indelebile nella cultura di massa e valicando i limiti del tempo. Nel caso dell’Italia, la lista di icone è lunga, con esempi lampanti come Sofia Loren, Gina Lollobrigida e Raffaella Carrà, ma anche per un ragazzo degli anni Novanta come il sottoscritto, il nome Totò sarà sempre presente nell’immaginario collettivo, anche senza aver visto le pellicole della sua estesa filmografia di quasi 100 film.

Riassumere l’influenza e la vita di un nome letteralmente e metaforicamente altisonante come Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò, non é lo scopo di questo articolo e soprattutto sarebbe una missione quasi impossibile. Sono abbastanza sicuro in ogni caso che nessuno negherà l’impatto che Totò ha avuto nel cinema, la televisione, il teatro, la poesia del Novecento italiano (e oltre).

Mentre tutti conosciamo le citazioni più famose di Totò, forse non tutti sono consapevoli del fatto che il principe della risata fosse anche un grande filantropo con la passione per i cani: un cinefilantropo, che mi si passi il termine.

In un’Intervista del 1963 con Oriana Fallaci sul settimanale “L’Europeo”, Totó affermò:

– “Mi tolgano quel divertimento che si chiama lavoro e son morto. Poi sa: la vita costa, io mantengo 25 persone, 220 cani… I cani costano…”.

– “220 cani?!? E perché? Che se ne fa di 220 cani?!” –

– “Me ne faccio, signorina mia, che un cane val più di un cristiano. Lei lo picchia e lui le è affezionato l’istesso, non gli dà da mangiare e lui le vuole bene l’istesso, lo abbandona e lui le è fedele l’istesso. Il cane è nu signore, tutto il contrario dell’uomo. (…) Io mangio più volentieri con un cane che con un uomo.”

Antonio De Curtis sposava dunque l’affermazione molto inflazionata che “gli animali siano meglio delle persone”, ma a ciò aggiungeva la messa in pratica del suo amore per i nostri amici a quattro zampe. Agli inizi degli anni Sessanta Totó rilevò una struttura nella periferia romana in cui di un’anziana signora si occupava dei randagi della zona, salvandoli dalle camere a gas degli accalappiacani. Il canile di Totò viene presentato in un servizio di “Controfagotto” del 1961, che spiega come la struttura sia giunta ad accogliere fino a più di 150 cani senza padrone. Ad accompagnare la padrona della struttura, Elide Brigada, e il principe della risata, si aggiunse anche la compagna di Totò, Franca Faldini, e persino Anna Magnani non fu estranea a visite sporadiche. Ad accompagnare il progetto del canile viene poi istituita la “Società dei cani di Totò”, tramite cui l’attore raccolse donazioni provenienti da tutta Italia da utilizzare nella sua lotta contro il randagismo.

In un’intervista dello stesso servizio di “Controfagotto”, Totò disse:

Ho una grande passione per tutte le bestie, ma soprattuto per i cani. I cani hanno bisogno di protezione, in special modo questi randagi, per la strada, che sono presi dai bambini, sparsi di benzina e gli danno fuoco […] Ha mai visto un bambino maltrattato così per la strada? No, perché ci sono le autorità […] mentre il cane no, il cane è indifeso.

Le frasi finali riflettono perfettamente il generale sentimento di disinteresse che negli anni Sessanta caratterizzava il rapporto con gli animali. L’animale domestico era visto più come un bene materiale, possibilmente da utilizzare per specifiche mansioni, piuttosto che un essere pensante e pertanto degno di rispetto. I maltrattamenti erano molto piú comuni di oggi e paradossalmente molto più accettati dalla morale comune, tuttavia l’attivismo per la tutela degli animali era già presente e già Totó ne fu un esempio lampante.

Quattro anni dopo l’istituzione del primo canile romano, ne venne aperto un secondo, dal nome “L’ospizio dei trovatelli”, che giunse a contare fino a 220 ospiti canini.

Come spesso accade, gli animali da compagnia diventano anche a loro volta famosi, una volta entrati a far parte dell’entourage di una celebrità. Nel caso di Totò, i suoi animali evidentemente meritavano anche di più della celebrità, tanto che vennero investiti di numerosi titoli:

Dick, il mio cane lupo, era invece barone. Peppe, il mio cane attuale, è visconte. Visconte di Lavandù. Gennaro, il mio pappagallo, è cavaliere. Li ho investiti io

Ecco alcuni dei suoi amici a quattro zampe (e non) più celebri.

  1. Dick, pastore alsaziano.
    Ebbe un ruolo nel film “Totó a Parigi’ e a lui venne anche dedicata una poesia dallo stesso attore.
    Tengo ‘nu cane ch’è fenomenale, se chiama “Dick”, ‘o voglio bene assaje. Si perdere l’avesse? Nun sia mai!
toto-dick
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  1. Dox e Dox jr, pastori tedeschi.
    Ex dipendenti della squadra mobile di Roma che una volta raggiunta la pensione vennero adottati da Totò. Dox apparirà ne “Lo smemorato di Collegno”.
dox
dox
  1. Mosè, un cane investito da una vettura sull’Aurelia che venne salvato da Totò stesso. Grazie alla collaborazione con un veterinario, riuscì a muoversi di nuovo tramite una protesi su misura.
mose
mose
  1. Gennaro il pappagallo
gennaro
gennaro

La storia di Totó e del suo amore per gli animali ci insegna molto. In un mondo ideale la celebrità dovrebbe innanzitutto portare con sé il desiderio (e forse la responsabilità morale) di migliorare il mondo grazie alla propria esposizione mediatica e ai mezzi economici forniti dal pubblico. Inoltre, il fatto che un’ingiustizia sia “frutto dei tempi” o accettata largamente come “normale” non è necessariamente una giustificazione per scoraggiare l’attivismo, anzi, solo tramite esso si potrà costruire una società più giusta ed equa, sia per gli esseri umani che per gli animali (ovviamente senza distinzioni tra trovatelli del canile e pappagalli-cavalieri o cani-visconti).

https://www.vegolosi.it/animali/toto-amore-per-i-cani/ https://tototruffa2002.it/home/vita-e-larte-di-toto/toto-il-principe-che-amava-gli-animali.html https://storienapoli.it/2023/01/15/toto-e-i-cani/ https://www.raiplay.it/video/2017/03/Controfagotto-Toto-e-il-suo-canile-c01edbfe-6752-429a-ab0d-1c0d9e1ddf18.html https://www.youtube.com/watch?v=fUZM9nl27RQ