Attività

Good news in bad times: ZooPatrul

La nostra rubrica di buone notizie in tempi difficili.

sofiaSofia Elena Coretti17 maggio 20265 min di lettura

La guerra in Ucraina ha lasciato dietro di sé non solo città distrutte e milioni di persone in fuga, ma anche un numero enorme di animali domestici abbandonati. Durante le evacuazioni, infatti, molti proprietari sono stati costretti a separarsi dai propri animali, lasciandoli in case vuote o lungo le vie di fuga, spesso senza alcuna possibilità di sopravvivere da soli. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di animali abituati alla vita domestica, improvvisamente esposti a fame, freddo, malattie e stress, in un contesto già segnato dalla violenza dei bombardamenti.
Eppure, proprio in questo scenario così difficile, emergono anche delle storie diverse, fatte di solidarietà e mobilitazione.

fonte: ukrainer.net
fonte: ukrainer.net

La storia di ZooPatrul inizia quasi per caso, nei primi giorni dell’invasione. Dmytro Revniuk, produttore nel mondo della pubblicità, si trova a Kyiv con la moglie incinta quando una conoscente lo chiama: il suo cane è rimasto chiuso in casa, da solo. Dmytro riesce a salvarlo e capisce subito che non si tratta di un caso isolato. Pubblica un post sui social offrendo aiuto e in poche ore riceve centinaia di richieste.

il post di Dmytro da cui è partito tutto
il post di Dmytro da cui è partito tutto

Da quel momento, lui e due amici amici iniziano a entrare negli appartamenti evacuati: tagliano serrature, passano dai balconi, si muovono tra case abbandonate dove trovano animali disidratati, spaventati, ma ancora vivi e pieni di speranza. Se i proprietari di casa evacuati non danno il permesso di forzare la porta, si organizzano per riuscire almeno a dare da bere agli animali chiusi dentro, come si vede da questo video.

All'inizio Dmytro e i suoi amici pensavano che avrebbero sbrigato in fretta tutte le richieste per poi tornare alla loro vita di tutti i giorni. Tuttavia, dopo averci riflettuto meglio, si sono resi conto che potevano fare di più per aiutare gli animali colpiti dalla guerra e dall'incuria di chi li aveva abbandonati. Nel giro di un anno dalla fondazione, quello che era un gesto spontaneo diventa un’organizzazione strutturata: aprono due cliniche veterinarie a Kyiv, organizzano missioni nelle zone di guerra e addirittura fondano il primo rifugio di stampo europeo in tutta l’Ucraina, grazie a un’incredibile mobilitazione della società civile e alla raccolta di ben 52.000$ in donazioni.

Ma la connessione con gli animali supera tutti i successi organizzativi: “I momenti più emozionanti sono quelli in cui animali che sembravano senza speranza riescono, grazie ai nostri veterinari, non solo a sopravvivere, ma a tornare a vivere davvero”, racconta Dmytro. “È commovente vedere i video di questi animali che tornano a correre, accanto a una nuova famiglia.”

fonte: zoopaturul-clinic.com.ua
fonte: zoopaturul-clinic.com.ua

Quello che emerge da questa storia è qualcosa che va oltre il semplice soccorso. È una rete invisibile ma fortissima, fatta di volontari, donazioni e gesti quotidiani che attraversano confini e distanze. In un contesto in cui tutto sembra instabile, il legame tra esseri umani e animali diventa uno dei pochi punti fermi. Salvare un animale significa spesso salvare anche una parte di sé: un ricordo, una relazione, una forma di normalità.

Ed è forse proprio questo il dato più sorprendente: mentre la guerra separa, queste iniziative ricostruiscono. E dimostrano che, anche nei momenti più bui, esiste ancora spazio per la cura e che a volte basta un gesto, anche piccolo, per cambiare completamente il destino di qualcuno.