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Good news in bad times: Sulala Animal Rescue

La nostra rubrica di buone notizie in tempi difficili.

sofiaSofia Elena Coretti27 aprile 20267 min di lettura

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Qualche giorno fa abbiamo visto questo post e ci si è stretto il cuore pensando a tutti gli animali che vengono lasciati indietro quando scoppia un conflitto e i loro padroni sono costretti a scappare. Come sempre, quando la situazione si complica, i primi a farne le spese sono i soggetti più deboli: anziani, bambini, malati… e ancora prima, gli animali. Ancora troppe persone adottano (o, peggio ancora, comprano) un animale per placare un bisogno, per il proprio ego, pensando di avere una soluzione express per la solitudine, ma senza davvero essere coscienti della responsabilità che questo comporta.

In questo articolo, però, abbiamo preferito spostare il focus su un esempio positivo di persone che hanno deciso, nonostante le circostanze avverse, di continuare a impegnarsi per offrire agli animali cure, rifugio e amore. In un momento in cui prevale la legge del più forte, loro hanno scelto di andare controcorrente e rimanere dalla parte di chi non ha voce.

Sulala Animal Rescue

È l’unico rifugio per animali attualmente attivo in Palestina. Operano dal 2006 in diversi ambiti: clinica veterinaria, divulgazione nelle scuole, rifugio e assistenza per animali randagi.

La loro storia si può definire quasi un miracolo. Circa vent’anni fa, il fondatore Saeed al-Err si imbatte in una campagna Facebook di un comune palestinese, con l’obiettivo di “combattere il randagismo”. Se avete letto questo articolo, queste parole potrebbero farvi suonare un campanello. Infatti anche qui l’idea è semplice e terribile: offrire una ricompensa in denaro per ogni cane randagio ucciso. Err è orripilato e decide di attivarsi per salvare quante più vite possibili: prima protesta sui social e in comune, attirando anche l’attenzione della stampa, e poi ottiene un mutuo per acquistare una casa in campagna da trasformare in un rifugio. Negli anni non mancano le difficoltà, a un certo punto è costretto a vendere la propria macchina per coprire le spese, ma alla fine, grazie alle donazioni e all’interesse delle autorità, riesce a continuare con il progetto e addirittura ad aprire un secondo rifugio nel nord del paese.

Fonte: https://sulala.ps/articles/14
Fonte: https://sulala.ps/articles/14

Col tempo l’organizzazione è cresciuta, ormai nel loro rifugio ospitano centinaia di cani randagi e oggi capita di ricevere anche dieci chiamate al giorno di richieste di aiuto per animali randagi feriti, numero purtroppo in crescita a causa delle devastazioni degli ultimi 2 anni e mezzo. Per colpa delle evacuazioni, inoltre, molti veterinari hanno dovuto chiudere i propri ambulatori: i volontari di Sulala hanno quindi attivato delle “cliniche veterinarie pop up” in vari punti della Striscia di Gaza, dove i proprietari possono portare i loro animali domestici per farli visitare o anche solo a ricevere del cibo, visto che il mangime per animali scarseggia ancora di più del cibo per gli umani.

Inoltre si moltiplicano i casi di animali con arti amputati o paralizzati a causa di incidenti stradali o dei bombardamenti: anche in questo caso, si cerca di risolvere il problema arrangiandosi con i mezzi disponibili e tanta creatività. Nel caso di Lucy, ad esempio, Err ha realizzato una protesi per le sue zampe anteriori, paralizzate dopo essere stata investita, utilizzando dei pezzi di una bicicletta e di alcune macchinine giocattolo (in Palestina non è possibile reperire protesi per animali).

Fonte: https://sulala.ps/articles/6
Fonte: https://sulala.ps/articles/6

Nonostante i loro successi, i volontari di Sulala continuano a operare in un contesto in cui gli animali vengono considerati principalmente fonti di profitto. Ad esempio, i veterinari tendono a specializzarsi nella cura del bestiame, quindi è più difficile che sappiano trattare cani e gatti. Perciò portano avanti instancabilmente il loro lavoro di divulgazione, soprattutto nei confronti dei bambini, affinché le generazioni future siano più attente al benessere di tutti gli animali. Passo dopo passo stanno contribuendo a cambiare la consapevolezza della società in cui vivono, tanto che nel 2019 la Al-Azhar University ha fatto partire il primo corso di medicina veterinaria. Il sogno di Err, però, è ancora più ambizioso: riuscire ad aprire un ospedale specializzato in cure veterinarie per tutti i tipi di animali. Noi di Snuggl non possiamo che augurargli di riuscire a realizzarlo.